Ca’ Pesaro, ora Mioni Frassinelle P.

TITOLO: Pieve romanica di San Donato in Predurio

COMUNE: Fiesso Umbertiano, via San Donato 1973

DATAZIONE: X secolo

DESCRIZIONE:

L’antica pieve di San Donato in Predurio sorge a poca distanza dal centro abitato di Fiesso Umbertiano, elevata al di sopra di un antico dosso fluviale. Le prime informazioni storiche sulla chiesa risalgono al X secolo, ma l’area in cui si trova era già abitata in età romana.

Il toponimo Predurio deriva dal latino praetorium, che significa “casa signorile di campagna”. È probabile che nelle vicinanze passasse una strada di età romana, lungo la quale si trovava il praetorium, cioè una stazione di sosta attrezzata per ospitare i viaggiatori. Un’altra ipotesi è che in questa località ci fosse una villa rustica, una villa-fattoria privata, ricca e che aveva più funzioni: ospitava i padroni di casa, vi si svolgevano attività agricole e artigianali, vi erano magazzini per stoccare le merci e si allevava il bestiame. Questa ipotesi trova conferma nell’esistenza in questa zona di una villa rustica di età romana, in parte ormai distrutta dai lavori agricoli ma che doveva senza dubbio essere una ricca residenza poiché sono stati rinvenuti frammenti di mosaici a decorazioni geometriche e frammenti di marmi che decoravano l’edificio. I numerosi reperti archeologici rinvenuti nel corso del tempo nelle campagne di Predurio ci dicono dunque che l’area era sicuramente frequentata e abitata in età romana.

Durante il medioevo l’area continua ad essere abitata, anche se forse non in maniera continuativa dall’età romana. Proprio l’area di Predurio, che dipendeva dalla pieve di San Donato costituisce il primo nucleo di quello che sarà il centro abitato di Fiesso Umbertiano. Non si sa esattamente quando la pieve venne costruita, ma la prima testimonianza scritta risale al 950. Sorge al di sopra di un dosso fluviale, poiché in origine l’area era lambita dalla Pestrina, un antico canale connesso al Po. Proprio la posizione di dominanza sulla campagna determinò la fortuna del centro abitato di Predurio. Fino al XII secolo San Donato viene definita pieve, ossia una comunità di persone ma anche una circoscrizione territoriale, sia religiosa che civile, che faceva capo ad una chiesa. Nel 1109 la piccola chiesa fu data in dono dalla contessa Matilde di Canossa al vescovo di Ferrara, entrando così a far parte della diocesi di Ferrara. Agli inizi del Duecento San Donato venne coinvolta nella guerra tra le famiglie dei Torelli e degli Estensi per il controllo di Ferrara e fu sede di una fortezza non più esistente. Tra la fine del Duecento e gli inizi del Trecento tutta la zona di San Donato e di Fiesso fu segnata e devastata dalle guerre di successione interne alle famiglie estensi che avevano il controllo di questi territori. Le guerre determinarono il tramonto della pieve, che all’inizio del Trecento si trovava in uno stato di abbandono. Nel 1370 la parrocchia di San Donato venne definitivamente separata da quella di Fiesso, che da quel momento fa riferimento alla chiesa di Santa Maria, ma la decadenza della pieve continuò fino alla sua fine nel 1443. Progressivamente l’area attorno a San Donato si spopolò, mentre iniziava ad emergere il centro abitato di Fiesso. Nel 1434 il vescovo Tavelli di Ferrara, giunto in visita pastorale a San Donato, trovò la pieve distrutta e nel 1443 decise di toglierle il titolo, adibendola a semplice oratorio.

La chiesa venne ricostruita nei primi anni del Seicento, così come oggi la si può ancora vedere. Si tratta di un piccolo edificio ad un’unica navata con una semplice facciata a capanna. L’oratorio venne consacrato nell’Ottocento alla Madonna della Salute poiché lì si trovava una fonte di acqua ferriginosa, che secondo la tradizione era salutare, soprattutto per le madri che avevano difficoltà ad allattare.

All’interno nell’abside si trovano degli affreschi settecenteschi di santi. L’altare è inoltre sorretto da un monumento funerario romano, su cui è incisa la dedica. L’ara risale al II secolo d.C. ed era il monumento funerario di due membri, madre e figlio, della gens Vibia. Con la costruzione della pieve venne poi riutilizzato per sostenere la mensa dell’altare e sul lato opposto dell’iscrizione venne realizzata una croce latina. Il manufatto si credeva perduto dall’Ottocento ma fu riscoperto negli anni ’50 durante alcuni lavori di restauro.

INFORMAZIONI E CONTATTI:

BIBLIOGRAFIA: Pia e Gino Braggion (a cura di), Gli oratori nella Diocesi di Adria: Il sacro nel Polesine, vol. III, Conselve, Tipografia Regionale Veneta, 1986, pp. 139-141; Antonio Diano, Un’inedita struttura di età romanica nel Polesine transpadano, in: Acta Concordium, n. 20, supplemento a Concordi, n. 3, luglio 2011, pp. 11-19; Enrico Zerbinati, Memoria dell’antico: reperti di età romana nel Comune di Fiesso Umbertiano, in: Enrico Zerbinati (a cura di), Fiesso Umbertiano, momenti di storia, arte e vita sociale, Monselice, Graficomps, 2008, pp. 41-56; Mihran Tchaprassian, Fiesso nel medioevo: frammenti per una storia, in: Enrico Zerbinati (a cura di), Fiesso Umbertiano, momenti di storia, arte e vita sociale, Monselice, Graficomps, 2008, pp. 57-72.